
Non è vero che i cavernicoli facevano sesso solo per riprodursi. Come noi, forse più di noi, lo facevano per puro piacere, con l'ausilio di "sex toys", pratiche di "bondage" e travestismo.
Lo ha scoperto un gruppo di scienziati dell'università di Bradford, capitanati da Timothy Taylor, uno studioso di archeologia che ha passato la vita a studiare centinaia di dati relativi alla vita sessuale dei nostri antenati. Taylor ha raccontato al
Sunday Times: "
Finora si pensava genericamente che il sesso, fra i nostri antenati, fosse eterosessuale ed esclusivamente a scopi riproduttivi. E si pensava che questo fosse l'atteggiamento naturale verso l'interazione sessuale. Oggi grazie a questa scoperta possiamo formulare una nuova teoria".
Una statua della fertilità, studiata nella ricerca, e risalente a più di 30mila anni fa, riporterebbe segni evidenti che dimostrano come il sesso aveva ben altri scopi oltre a quelli meramente biologici. Un antico fallo in pietra, ritrovato in una caverna in Germania e studiato attentamente(!), dimostrerebbe come gli scambi di coppie e i "giocattoli sessuali" fossero normali anche allora. La teoria, elaborata da Taylor e pubblicata nel "Manuale dell'evoluzione della sessualità umana", edito da Haworth Press, avanza l'ipotesi che l'atteggiamento verso il sesso, anche nei cavernicoli, rispecchiava una complessa rete di emozioni. Il fatto che, a differenza delle scimmie, il sesso dei nostri antenati non fosse così facile da distinguere, ha fatto diventare importantissime le relazioni sessuali nei rapporti sociali tra i diversi clan.
Lo scienziato ha poi aggiunto che anche la monogamia è un concetto "piuttosto recente", che arrivò con la fine della vita nomade e l'introduzione dell'agricoltura. Prima, il sesso era libero per donne e uomini, forse di più di come lo è adesso.