
Regia: Ferzan Ozpetek
Cast: Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Margherita Buy, Ennio Fantastichini, Luca Argentero, Isabella Ferrari, Milena Vukotic, Serra Yilmaz, Lunetta Savino
Trama: Una coppia omosessuale profondamente legata; una moglie e un marito di fronte alla scoperta di un tradimento; una giovane donna insicura e spaventata dall'idea di guardare in faccia la morte e se stessa; un uomo alle prese con la sua "diversità" e il timore di non essere più giovane...
Confidenze, amarezze, delusioni, speranze e dolori di un gruppo di persone legate da un'amicizia disinteressata e totale, in una Roma attuale, calda e autunnale.

La separazione è una lama che penetra nella carne. A volte la ferita è superficiale, altre è profonda e arriva fino a toccare l'anima.
Ozpetek con
Saturno Contro delle separazioni ci offre, per così dire, un catalogo, preso come sempre nei suoi film dalla vita. Così nel gruppo di quarantenni che prende a modello ci sono amici che fingono di litigare e coppie che lo fanno davvero, figli che temono l'allontanamento dei genitori e genitori costretti ad allontanarsi dai figli, e poi c'è la frattura più dolorosa e definitiva, quella causata dalla morte che divide sempre l'amante dalla persona amata.
Ma
Saturno Contro non è un film sulla separazione, sebbene sia il motore del racconto, bensì più propriamente sulla difficoltà a staccarsi dalle persone care, anche quando l'amore è finito e si vorrebbe volar via verso una nuova esistenza.
In
Saturno Contro tutti sono cooptati nel ventre della grande cucina dove si consumano i pranzi comunitari e si discute della vita dei commensali. Il privato delle esistenze diventa "pubblico" per i presenti, apparentemente staccati dalla realtà che li circonda. E in questo senso il microcosmo che popola il film siamo tutti noi: si naviga a lungo in quelle acque calme e prive di vento che talvolta annunciano la tempesta, si avanza tranquilli e poi all'improvviso ci si accorge di avere saturno contro. Il che, astrologicamente parlando, non promette nulla di buono. Il sesto pianeta del sistema solare simboleggia infatti la solitudine dell'individuo, predispone alla rinuncia, anche la più estrema, quella alla quale nessuno è mai davvero preparato.
Eppure, suggerisce Ozpetek, in fondo al tunnel c'e la luce calda e avvolgente degli affetti di sempre, degli amici che continuano ad amarci e non smetteremo mai di amare qualunque cosa accada.
L'amicizia come medicina dell'anima, fedele alleato, antidoto alla solitudine.
Sono andato a vederlo ieri sera col
Selvaggio. Ammetto di aver piagnucolato per 3/4 della proiezione. Mi ha talmente coinvolto, e inevitabilmente fatto riflettere sui sentimenti che proviamo verso gli altri, sentimenti che ci fanno gioiere ma anche soffrire. E la morte.
La morte come indiscutibile distacco. Chi non ha paura della morte?!? Abbiamo paura ovviamente della nostra morte, ma anche della morte delle persone care. E il dolore a volte è tanto profondo da farci quasi impazzire.
Note di merito ad Ambra Angiolini che s'è dimostrata brava e credibile, e a Luca Argentero che ha un gran fisico!!!


